Export Veneto, si ricompone l’asse con la Germania. Primi segnali di stabilizzazione nel 2025
Dopo un biennio segnato da rallentamenti e incertezze, tornano segnali di tenuta nei rapporti commerciali tra Veneto e Germania, primo mercato di sbocco per l’export manifatturiero del Veneto. L’asse europeo dell’export veneto sta ritrovando equilibrio: Germania e Francia tornano a dare segnali di tenuta, mentre cresce il peso dei mercati europei emergenti. È la notizia che emerge dai dati elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto al terzo trimestre 2025.
Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni venete verso la Germania hanno raggiunto 7,6 miliardi di euro, registrando un +0,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, anche se restano inferiori ai livelli del 2023 (-8,1%). Un dato che indica una fase di stabilizzazione dopo il calo legato alla crisi dell’industria tedesca, in particolare nei comparti automotive, meccanica e metallurgia. La Germania si conferma il primo partner commerciale del Veneto, assorbendo il 13,3% dell’export manifatturiero regionale, seguita dalla Francia con l’11,5%. Anche la Francia mostra segnali di recupero: nei primi nove mesi del 2025 l’export veneto cresce dello 0,9% sul 2024, attestandosi a 6,6 miliardi di euro. In questo caso il contributo positivo arriva soprattutto dai macchinari (+8,8%) e dall’ alimentare (+4,9%), che compensano la debolezza persistente di moda, arredo e metallo. Positiva anche la dinamica della chimica (+6,2%), della carta (+9,1%) e dei prodotti tessili (+4,9%), settori che mostrano una capacità di adattamento superiore rispetto ai comparti più tradizionali della manifattura pesante.
Nel mercato tedesco, accanto alla meccanica — ancora in affanno rispetto ai livelli pre-crisi — spicca la performance dell’ alimentare, che cresce dell’ 11% sul 2024 e del 18,3% sul 2023, confermandosi uno dei pilastri della relazione commerciale tra Veneto e Germania. Accanto al food & beverage, emergono segnali positivi anche nei comparti legati alla mobilità e ai trasporti : gli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi crescono del 10,2%, mentre gli altri mezzi di trasporto mettono a segno un aumento ancora più marcato, pari al 20,2%, indicando una graduale riattivazione delle catene produttive collegate all’industria tedesca, pur in un contesto di profonda trasformazione del settore automotive. Più fragili metallurgia, prodotti in metallo e sistema moda, settori storicamente esposti alle oscillazioni della domanda industriale tedesca.
Nel complesso, il 58,8% dell’export manifatturiero veneto è diretto verso i Paesi UE (incremento imputabile alle ottime performance del bellunese con +10,3% e veronese +4,8%), che nel 2025 crescono dell’ 1,5% rispetto al 2024, a fronte di una contrazione del -5,1% nei mercati extra UE. Un dato che rafforza il ruolo dell’Europa — e dell’asse Veneto-Germania — come ancora di stabilità in una fase di transizione dell’economia globale.
“L’asse Veneto–Germania si sta ricostruendo non sulla quantità, ma sulla qualità — rileva Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto — food, trasporti e manifattura specializzata sono i primi a ripartire. I dati del 2025 indicano che la fase più critica è alle spalle: la ripresa dell’export veneto passa da settori ad alta specializzazione — agroalimentare, macchinari e mobilità — che stanno gradualmente ricucendo il rapporto con i mercati europei, a partire dalla Germania.”
Accanto ai segnali di stabilizzazione sui mercati storici nei primi nove mesi del 2025 emergono dinamiche particolarmente positive in alcuni Paesi europei in crescita : in particolare, Spagna, Polonia, Croazia e Repubblica Ceca registrano aumenti superiori alla media europea, confermandosi mercati sempre più strategici per le imprese regionali.
La Spagna si distingue per una crescita dell’export veneto pari al +6,7% rispetto al 2024, superando i 3,1 miliardi di euro; ancora più dinamica la Polonia, che segna un incremento del +7,5%, consolidando il proprio ruolo di hub produttivo e logistico dell’Europa centro-orientale. La Croazia registra una crescita del +5,5%, mentre la Repubblica Ceca mostra un incremento più contenuto ma significativo ( +1,2% ).
Per il presidente Boschetto, i segnali di ripresa che arrivano da Germania, Francia e da alcuni mercati europei in forte crescita come Spagna, Polonia e Croazia sono incoraggianti, ma non vanno dati per scontati: è proprio in questa fase che le micro e piccole imprese vanno sostenute, perché sono loro a fare la differenza nelle filiere manifatturiere e nell’export di qualità del Veneto. Senza strumenti adeguati per l’internazionalizzazione, il rischio è che la ripresa resti limitata alle imprese più strutturate, lasciando indietro una parte fondamentale del nostro sistema produttivo.




