Il 2023 è l’anno più caldo di sempre, questo secondi i dati forniti dalla Coldiretti e la conseguente allerta che ha coinvolto tutte le regioni italiane. Meno piogge e il Po a livelli preoccupanti, per non parlare dei grandi laghi che registrano percentuali di riempimento dal 19% del lago di Como al 36% del lago di Garda, fino al 40% di quello Maggiore. Dati che di fatto stanno preoccupando il settore agricolo e non solo, perché l’allarme siccità quest’anno ci vede tutti coinvolti fin dal mese di febbraio.

Siccità che sta creando non pochi disagi anche in Veneto, soprattutto dopo aver analizzato i dati dei due bacini idrici principali della regione, Adige e Piave, che hanno mostrato un deficit del 33 e del 59% (a causa anche del 96% di pioggia in meno rispetto alla media storica). Dai fiumi alle scarse nevicate, deficit del 32% sulle Dolomiti, e del 20% nelle Prealpi, l’analisi ha portato il presidente della regione Luca Zaia a firmare un’ordinanza urgente per evitare gli sprechi d’acqua e iniziare a predisporre piani d’emergenza per l’approvvigionamento.

Produzioni agricole venete: 7 miliardi a rischio a causa siccità

Qualche settimana fa Federico Caner, assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, e Gianpaolo Bottacin, assessore alla Difesa del Suolo, hanno incontrato i rappresentanti regionali dei Consorzi di bonifica del Veneto e dell’Anbi regionale per ragionare sulla situazione delle risorse idriche per la stagione agricola e irrigua 2023. Da quell’incontro è emersa l’urgenza di fissare un tavolo di coordinamento per gestire le emergenze e affrontare le conseguenze dovute al periodo di siccità già in atto, sono infatti 7 i miliardi a rischio delle produzioni agricole venete, e valutare le strategie migliori per pianificare nel tempo e affrontarla.

Dal 15 marzo no razionamenti sì al risparmio acqua

Lo scorso 14 marzo Luca Zaia ha firmato un’ordinanza regionale che invita i cittadini ad evitare gli sprechi d’acqua, a causa del proseguire della siccità, e predispone piani di emergenza per l’approvvigionamento. Al momento l’ordinanza non prevede l’imposizione di razionamenti ma ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sulla necessità di evitare sprechi d’acqua, ad esempio intervenendo sull’irrigazione dei giardini. Ha aggiunto Luca Zaia “purtroppo sappiamo che a causa di una rete datata, per l’irrigazione arriva dal 40 al 60% dell’acqua disponibile all’origine. Non a caso ho già detto in più occasioni che occorre un vero Piano Marshall per la realizzazione di nuove infrastrutture idrauliche, piano al quale, per quanto di competenza del Veneto, siamo già al lavoro”.

Ordinanza Siccità in Veneto, le misure previste:

 Siccità: il tavolo del Governo e i dissalatori

Anche il Governo desidera evitare i tanto temuti razionamenti. Tra tavoli e misure urgenti sono oggi 19,8 i milioni destinati a 21 interventi per nuove dighe e opere a protezione del cuneo salino alla foce del Po. Altra soluzione chiamata ma ancora al vaglio è l’utilizzo dei dissalatori, impianti in grado di rimuovere il sale dalle acque marine. Il presidente della regione Veneto Luca Zaia si è già espresso a favore dei dissalatori nonostante il notevole consumo energetico e la problematica, non da poco conto, dello scarto che andrebbe a influire sull’ecosistema marino e di cui stiamo ancora studiando i reali effetti, in particolare gli impatti ambientali della salamoia tossica. Sono invece già iniziati i lavori di bacinizzazione dell’acqua irrigua in cave dismesse: una nel Comune di Orgiano di 100 ettari e uno nel comune di San Martino Buonalbergo di circa 15 ettari.

 

 

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